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Sono frequenti le consulenze tecniche per accertamenti relativi a infiltrazioni negli immobili condominiali Tuttavia possono sorgere problemi giudiziari quando si tratta di valutare a quale soggetto le spese debbano essere poste a carico. La sentenza della Cassazione n° 20139 del 2017 (relatore Antonio Scarpa ) ha esaminato un caso in cui il proprietario di un immobile aveva fatto istanza di accertamento tecnico preventivo per determinare le cause e le opere necessarie per ripristino dello stato del luogo, di sua proprietà, oggetto di infiltrazioni. 

Sono frequenti le consulenze tecniche per accertamenti relativi a infiltrazioni negli immobili condominiali Tuttavia possono sorgere problemi giudiziari quando si tratta di valutare a quale soggetto le spese debbano essere poste a carico. La sentenza della Cassazione n° 20139 del 2017 (relatore Antonio Scarpa ) ha esaminato un caso in cui il proprietario di un immobile aveva fatto istanza di accertamento tecnico preventivo per determinare le cause e le opere necessarie per ripristino dello stato del luogo, di sua proprietà, oggetto di infiltrazioni.

Il Tribunale di primo grado aveva valutato che il compenso spettante al consulente incaricato fosse a carico di «tutte le parti in solido». Nel ricorso, il condominio deduceva invece che le spese di procedimento dovessero essere poste a carico soltanto della ricorrente, ovvero della proprietaria dell’immobile oggetto delle infiltrazioni.

La Cassazione ha ribadito che il procedimento di accertamento tecnico preventivo si conclude con il deposito della relazione di consulenza tecnica, cui segue la liquidazione del compenso al consulente nominato dal Giudice. Il procedimento di liquidazione delle spese a carico anche di parti diverse dal ricorrente - il quale è tenuto ad anticiparle - non è previsto dalla legge. La Corte ha, perciò, accolto il ricorso del condominio, accolando al proprietario danneggiato 14.848,10 euro oltre contributi previdenziali e Iva.

Fonte: Il Sole 24ore