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Sono frequenti le consulenze tecniche per accertamenti relativi a infiltrazioni negli immobili condominiali Tuttavia possono sorgere problemi giudiziari quando si tratta di valutare a quale soggetto le spese debbano essere poste a carico. La sentenza della Cassazione n° 20139 del 2017 (relatore Antonio Scarpa ) ha esaminato un caso in cui il proprietario di un immobile aveva fatto istanza di accertamento tecnico preventivo per determinare le cause e le opere necessarie per ripristino dello stato del luogo, di sua proprietà, oggetto di infiltrazioni. 

Condominio e amministratore, un binomio che, al momento della cessazione del rapporto tra le parti, può portare a contenziosi giudiziari. La sentenza della Cassazione 20137/2017 (relatore Antonio Scarpa) ha affrontato il caso originato da una citazione condominiale nei confronti dell’ex amministratore per ottenerne il pagamento degli importi non restituiti al momento del passaggio di consegne al nuovo amministratore.

L’articolo 71 ter delle Disposizioni di attuazione del Codice civile prevede che solo con delibera assembleare (con maggioranza degli intervenuti alla riunione e almeno metà del valore dell’edificio) l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l’attivazione e la gestione del sito internet sono a carico dei condòmini.

Con il comunicato stampa n. 131, pubblicato nella tarda serata di oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze annuncia l’imminente firma di un D.P.C.M. che prorogherà addirittura al 31.10.2017 il termine per l’invio delle dichiarazioni dei sostituti d’imposta per il 2016. Dal momento che le due scadenze sono collegate, la proroga, una volta terminato il percorso normativo con la pubblicazione del D.P.C.M., interesserà anche l’invio delle C.U. relative a professionisti ed appaltatori in quanto non interessati alla dichiarazione precompilata.

In tema di comunione l'art. 1102 c.c., applicabile anche al condominio, sancisce che ciascun partecipante possa servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uso secondo il loro diritto.

La Camera dei Deputati ha votato la fiducia sul Ddl di conversione della Manovra correttiva 2017 (Dl n. 50/2017). Nell'ambito della cosiddetta Manovrina è stato inserito, nel corso dell'esame in commissione Bilancio alla Camera, l'articolo 54-bis sulla "Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale".

È imprescindibile l'esame della contabilità dello stabile, nell'accertamento di un'eventuale responsabilità dell'amministratore di condomino. È quanto deciso dal Tribunale di Milano, con la sentenza del 21 marzo 2017 , che ha revocato il decreto ingiuntivo con il quale era stato contestato a un amministratore il prelievo ingiustificato di somme dal conto corrente condominiale. Per controllare l'esistenza di un credito a carico dell'amministratore verso i condomini, infatti, è necessario verificare la corrispondenza tra “le somme corrisposte dai condomini e i debiti del condominio verso i fornitori”. 

Ai sensi dell'art. 1134 cc, il condomino non ha diritto al rimborso delle somme anticipate per la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea, salvo che si tratti di spesa urgente. L'attuale - ma anche la precedente - formulazione della norma, con riferimento alle somme anticipate dal condomino per conto della collettività, ne prevede il rimborso solo in presenza dell'urgenza della spesa, fatta salva l'eventuale autorizzazione dell'amministratore ovvero dell'assemblea.

Per la revisione delle tabelle millesimali è necessaria l'obiettiva divergenza tra il valore effettivo e quello proporzionale dell'immobile. L'art. 69 disp. att. Cc, anche nella nuova formulazione, consente la revisione delle tabelle millesimali allorquando risulta che sono conseguenza di errore. In tali casi l'assemblea provvede alla revisione, anche nell'interesse di un solo condomino, con le maggioranze previste dal secondo comma dell'art. 1136 Cc, vale a dire con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.

Un libretto che, oltre a contenere le istruzioni d'uso e manutenzione, garantisca al proprietario dell'impianto la sicurezza e l'installazione nel rispetto degli obblighi di legge. È questo in breve il contenuto del Libretto d'impianto elettronico, un documento non obbligatorio per legge, con il quale Prosiel (associazione per la promozione della sicurezza elettrica) viene incontro ai consumatori che sono tenuti a garantire la sicurezza e l'efficienza del proprio sistema domestico.

La violazione del regolamento di condominio è un comportamento che può costare anche molto caro al trasgressore, specie a seguito della riforma dell'articolo 70 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile operata dalla riforma del 2012. La nuova formulazione di tale norma, infatti, prevede una sanzione pecuniaria che può essere comminata in caso di infrazione, di importo fino a 200 euro, che possono diventare anche 800 se il trasgressore è recidivo. Nulla a che vedere con gli irrisori 5 centesimi fino ad allora richiedibili.

L'amministratore deve comunicare i dati dei condòmini morosi ai creditori insoddisfatti altrimenti, se non ottempera, rischia di pagare una "penale" per ogni mese di ritardo. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma (Giudice relatore Bertuzzi) con un'ordinanza del 1° febbraio 2017 (qui sotto allegata). Il Tribunale capitolino ha combinato l'art. 63 delle disposizioni di attuazione al Codice civile con l'istituto introdotto dall'art. 614-bis c.p.c. a partire dalla novella del 2009. Secondo tale norma, il giudice, con il provvedimento di condanna all'adempimento di obblighi diversi dal pagamento di somme di denaro, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento.

Niente panico. In questi giorni (la disponibilità online sul sito delle Entrate è dal 18 aprile) i contribuenti stano verificando il loro modello 730 o Redditi (ex Unico): le differenze tra quanto indicato nella dichiarazione «precompilata» e quanto realmente risulta dai documenti in possesso del contribuente non deve spaventare, perché la dichiarazione può essere tranquillamente modificata. A essere preoccupati sono soprattutto i condòmini: quest’anno, infatti, debuttano nella precompilata i dati inviati dagli amministratori condominiali entro il 7 marzo scorso sulle spese detraibili per lavori di recupero edilizio e risparmio energetico. Data la difficoltà di reperire i dati dei singoli condòmini, in molti casi le comunicazioni si sono rivelate inesatte e /o incomplete (ma non ci saranno sanzioni per gli amministratori se non hanno indicato importi errati per eccesso).

In materia di sicurezza l'amministratore di condominio ha enormi responsabilità, dovendo essere in grado di gestire in sicurezza tutti gli interventi necessari negli ambienti condominiali sospetti di inquinamento o cosiddetti confinati, nel rispetto delle prescritte modalità operative. Ci si chiede se nei condomini sono frequentemente presenti ambienti sospetti di inquinamento o confinati e se, in caso di affermativa, l'amministratore deve apprestare particolari e adeguate cautele per non incorrere in responsabilità di natura civilistica e penale. Alla prima domanda si deve rispondere che nei condomini sono frequenti e identificabili come ambienti sospetti di inquinamento o confinati tutti quei luoghi in cui si lavora in difficoltà in spazi angusti e in condizioni di particolare rischio, anche laddove l'attività dovesse richiedere una breve permanenza da parte degli operatori oppure in condizioni di scarsa aerazione naturale con rischi di natura elettrica, meccanica o addirittura di esplosione.

 

La revoca assembleare

L'art. 1129, comma 11, del codice civile (come novellato dalla legge numero 220 del 2012) dispone che «la revoca dell'amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall'assemblea…».

Ciò vuol dire che i condomini possono sempre decidere di revocare l'amministratore nominato, anche a prescindere dalla sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo alla base dell'interruzione del rapporto. A tal fine è necessario che la revoca sia indicata nell'ordine del giorno in sede di convocazione dell'assemblea e che questa deliberi in tal senso con lo stesso quorum previsto per la nomina dell'amministratore (ovverosia quello di cui all'art. 1136, comma 4, c.c.) oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio.

Mettere gli ascensori a norma UE stava diventando una vera e propria impresa e l'Italia, per l'ennesima volta, ha rischiato seriamente di subire una procedura di infrazione: sino a qualche giorno fa, infatti, non era ancora stata attuata la direttiva 2014/33/UE per l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori, nonostante il termine di scadenza a tal fine fissato fosse scaduto già il 19 aprile 2016.

Su chi gravano le spese per il rifacimento dei balconi di proprietà esclusiva dei condomini? A fare chiarezza è la Cassazione, con la recentissima sentenza n. 6652/2017 (qui sotto allegata), spiegando che i condomini sono chiamati a condividere le spese relative agli elementi decorativi, in quanto rientranti nelle parti comuni dell'edificio, mentre non devono sostenere quelle relative al rifacimento della pavimentazione (o soletta) che rimangono a carico del proprietario dell'appartamento

Può dire addio al proprio compenso l'amministratore disordinato. L'assenza di un registro della contabilità condominiale, con la consequenziale impossibilità di ricostruire entrate e uscite, impedisce di far valere le proprie ragioni in giudizio ai fini dell'accertamento dell'ammontare dei compensi. Così ha deciso la Cassazione (nella sentenza n. 3892/2017, qui sotto allegata), rigettando il ricorso di un amministratore che aveva trascinato in giudizio un condominio per sentirlo condannare al pagamento dei propri compensi.

Il condominio in qualità di sostituto d’imposta è tenuto ai seguenti adempimenti:

  • versare le ritenute operate sui compensi pagati per prestazioni lavorative ricevute (ditta di pulizia, ditta di giardinaggio, consulenze da parte di professionisti, ecc.);
  • consegnare ai soggetti di cui al punto precedente, la Certificazione Unica (con riferimento alle CU/2017 la consegna deve avvenire entro il 31/03/2017);
  • inviare telematicamente all’Agenzia delle Entarte le predette Certificazioni Uniche;
  • inviare il Modello 770/2017 riferito al periodo d’imposta 2016, (l’invio deve avvenire entro il 31/07/2017).

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All'atto di cessazione del proprio incarico, l'amministratore di condominio è sempre tenuto a riconsegnare i documenti e la cassa e ciò anche se la sua revoca è irrituale. Lo ha chiarito non molto tempo fa la Corte di cassazione che, con sentenza numero 38660/2016 (qui sotto allegata), ha confermato la condanna per appropriazione indebita di un amministratore di condominio, il quale, anche dopo essere stato revocato, aveva trattenuto 2.050 euro e tutti i libri contabili e la documentazione amministrativa dei quali era in possesso. Per tentare di farla franca, l'amministratore aveva provato a fare leva sul fatto che l'assemblea condominiale durante la quale si era provveduto a sollevarlo dal suo incarico nei confronti del condominio era stata convocata senza il rispetto delle ordinarie modalità con le quali provvedervi.

La legge di riforma del condominio (220/2012) ha ampliato la possibilità per il singolo condomino di chiedere la convocazione di assemblea. Innanzi tutto bisogna distinguere la richiesta di assemblea dalla convocazione della stessa. La richiesta di convocazione di assemblea, sia ordinaria che straordinaria, in base all’articolo 66, comma 1 delle disposizioni di attuazione del Codice civile, qualora non vi provveda l’amministratore, è rimasta immutata ed è concessa ad almeno due condòmini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio. E la possibilità per i richiedenti di convocare anche l’assemblea scatta, quando, decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, l’amministratore non la convochi.

Attirare gatti randagi con ciotole di cibo in condominio può costituire una molestia. Attirare gatti randagi con ciotole di cibo può costituire molestia se i gatti, vagando per il condominio, s'introducono negli appartamenti e relative pertinenze degli altri condomini limitandone il possesso. 

La Corte d'Appello di Roma accoglie parzialmente l'azione di manutenzione promossa da alcuni condomini nei confronti di altri due condomini, colpevoli di aver dato a mangiare ad alcuni gatti randagi della zona, collocando ciotole di cibo all'interno del garage di proprietà dei ricorrenti, così da attirare sul posto una gran quantità di gatti che, circolando poi liberamente, s'introducevano all'interno della proprietà degli altri condomini, recando molestia al loro possesso.

Secondo la proposta di legge, i lavori dovranno partire entro cinque anni dalla costituzione del fondo. Cenni sul Fondo cassa condominiale. La disciplina vigente, dopo la riforma introdotta dalla legge 220/2012, prevede espressamente la costituzione di un fondo cassa obbligatorio. Infatti l'art. 1135, comma 1, n. 4, cod. civ. dispone che rappresenta un'attribuzione dell'assemblea quella di provvedere alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori; e se i lavori devono essere eseguiti in base a un contratto che ne prevede il pagamento graduale in funzione del loro progressivo stato di avanzamento, il fondo può essere costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti.

In seguito alla riforma dell'istituto condominiale di cui alla L. 220/2012, è stata introdotta un'apposita disposizione sulla possibilità di tenere degli animali domestici in condominio. L'art. 1138 c. 5 c.c., infatti, stabilisce che il regolamento condominiale non possa vietare di possedere o detenere animali domestici. Anche prima dell'intervento legislativo, tuttavia, la giurisprudenza assolutamente maggioritaria si era assestata nel senso di ritenere illegittimo un divieto generalizzato imposto dal regolamento di condominio (cfr. Cass. civ. n. 3705/2011), riconoscendo la legittimità di un intervento limitativo del diritto di proprietà nella sola ipotesi in cui il proprietario dell'immobile si fosse contrattualmente obbligato a non detenere animali nella propria unità abitativa (cfr. Trib. Piacenza, 10.04.2001).

 Il portiere licenziato deve lasciare l'alloggio. Il custode dello stabile, infatti, ha in godimento l'uso dell'alloggio quale prestazione accessoria al rapporto di lavoro, e non in virtù di un autonomo rapporto di locazione. Per cui, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, lo stesso deve liberarlo. È quanto affermato dalla sezione lavoro del Tribunale di Milano (giudice Mariani), con una recente sentenza (qui sotto allegata), dando ragione ad un condominio che chiedeva la condanna al rilascio dell'immobile da parte dell'ex portinaio.

In materia di ripartizione delle spese condominiali il codice civile stabilisce che per "la conservazione e per il godimento delle cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all'uso che ciascuno può farne" (art. 1123, c. 2, cod. civ.). Ciò significa che più si utilizza una cosa comune, più si è tenuti a contribuire alle spese di manutenzione rispetto ai condomini che ne usufruiscono di meno. Ne è esempio l'utilizzo dell'ascensore da parte di chi abita nei piani più alti dell'edificio.

L'amministratore di condominio, nel caso in cui vi sia l'esigenza di operare con urgenza la manutenzione straordinaria, può dare incarico alla ditta esecutrice dei lavori, senza necessità di farsi autorizzare dall'assemblea condominiale ed in tal caso, il condominio è validamente rappresentato.
L'articolo 1135, co. 2 del codice civile, prevede espressamente che "l'amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea". 

Quali detrazioni fiscali sono previste per i lavori condominiali?

Le spese pagate per lavori realizzati sulle parti comuni di un condominio sono suscettibili, così come quelle effettuate per alloggi di proprietà individuale, di alcune detrazioni IRPEF.

Le parti comuni di un edificio sono definite all’articolo 1117 del Codice Civile, e tra queste rientrano:
• il suolo su cui sorge l’edificio
• le fondazioni
• le strutture portanti
• i tetti e i lastrici solari
• le scale
• i portoni d’ingresso
• gli atrii
• i cortili
• i portici
• i locali per la portineria e l’alloggio del portiere
• gli ascensori
• le fognature, ecc..

L'Agenzia delle Entrate ha reso disponibile da oggi sul proprio sito l'applicazione gratuita per i condomini

Altro che forma di pubblicità", la targa che l'amministratore deve affiggere all'esterno del condominio, "è un obbligo di trasparenza e informazione, imposto per legge". Ad affermarlo è l'Anammi, l'associazione nazional-europea degli amministratori di immobili, con una nota odierna, chiarendo le vere ragioni delle insegne con i nominativi dell'amministratore, a seguito delle numerose lamentele ricevute da parte degli oltre 13mila associati, sulle reazioni negative suscitate dall'apposizione delle insegne nei palazzi.

Gli amministratori di condominio sono tenuti a trasmettere sempre in via telematica all’agenzia delle Entrate, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una comunicazione contenente i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dal condominio con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali, nonché con riferimento all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo delle parti comuni dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Per come si evince dall'art. 1130 c.c., l'amministratore è l'organo di gestione e rappresentanza del condominio, vale a dire quella figura professionale che, in virtù di un contratto di mandato, si obbliga a compiere uno o più atti giuridici nell'interesse del condominio. Con la formulazione del nuovo art. 71 disp. att. Cc, il legislatore ha stabilito che per ricoprire siffatto incarico occorrono dei requisiti che, se pur minimi, risultano comunque indispensabili, tanto è vero che:

La L. n. 208 del 28/12/15 detta anche “legge di stabilità 2016” all’art. 1, 59° comma, è intervenuta modificando l’art. 13, 1° comma, della L. n. 431/98, riguardante i contratti di locazione ad uso abitativo. La nuova norma recita: “[…]. È fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione nel termine perentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione nei successivi sessanta giorni, al conduttore ed all'amministratore del condominio, anche ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenuta dell’anagrafe condominiale di cui all'articolo 1130, numero 6), del codice civile”. 

Come è noto l'amministratore di condominio, nei limiti delle attribuzioni conferite dall'art. 1130 ovvero dal regolamento di condominio o, ancora, dall'assemblea, ha la rappresentanza del condominio e può agire in giudizio sia contro i condòmini sia contro i terzi. Lo stesso, in determinati casi, in particolare quando deve agire a difesa dei beni di proprietà comune, può procedere o resistere in giudizio anche senza preventiva autorizzazione assembleare, tuttavia, deve successivamente ottenere la ratifica del suo operato da parte dell'assemblea. Tanto è vero che, in assenza di regolare autorizzazione o di ratifica, l'amministratore risulterebbe privo di legittimazione ad agire, o a resistere, in giudizio, con la conseguenza che la stessa si tradurrebbe nella mancanza della titolarità del rapporto giuridico fatto valere in giudizio, per inesistenza dello stesso o per essere di pertinenza di un terzo (cfr.: Cass. civ., 22/04/2009, n. 9558).

Il condominio è tenuto a insonorizzare l’appartamento del custode, ma non deve nessun risarcimento ai confinanti, per il danno da rumore, se questi sono un po’ paranoici e maldisposti verso il prossimo. La Cassazione (sentenza 661), si allinea alla Corte d’appello, che aveva annullato il risarcimento riconosciuto per il danno alla salute derivato dalle immissioni sonore provenienti dall’appartamento del portiere. 

Se la delibera condominiale non rispetta gli accordi raggiunti in sede di mediazione, essa non può per ciò solo considerarsi invalida, neppure astrattamente.A detta del Tribunale di Genova, tale circostanza è semmai idonea a concretare un inadempimento contrattuale, da contestare in maniera differente che mediante impugnazione della delibera.Con la sentenza numero 3769/2016 qui sotto allegata, il giudice del capoluogo ligure ha così rigettato l'impugnazione presentata da tre condomini avverso la delibera condominiale con la quale erano stati disposti dei lavori straordinari senza tener conto delle procedure operative appositamente concordate in sede di mediazione stragiudiziale.

In linea generale, le spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni dell'edificio, nonché quelle per la prestazione dei servizi devono essere sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione (art. 1123, I co., Cc). Da ciò si desume che, anche le spese necessarie al recupero delle quote condominiali in danno dei condòmini morosi - si pensi ad esempio a quelle relative alla prestazione professionale dell'avvocato ovvero al contributo unificato e alle marche da bollo necessarie per avviare la procedura giudiziaria - devono essere ripartite in via provvisoria tra tutti i condomini, in relazione ai rispettivi millesimi di proprietà.

Quando è possibile rivedere le tabelle millesimali di riparto delle spese condominiali? Per la Cassazione non certo quando un locale condominiale ha subito delle infiltrazioni di acqua dal sottosuolo. Con la sentenza numero 19797/2016 depositata il 4 ottobre (qui sotto allegata) la Corte ha infatti rigettato il ricorso proposto da un condomino che lamentava che, proprio a causa di infiltrazioni d'acqua, un magazzino di sua proprietà era divenuto inutilizzabile secondo la sua destinazione catastale, chiedendo quindi la revisione delle tabelle. 

Dal 01.01.2017 gli amministratori di condominio hanno l'obbligo ad effettuare i pagamenti in favore degli appaltatori esclusivamente tramite bonifici, assegni o comunque ogni altro mezzo con addebito diretto sul conto corrente del condominio.

Principio generale: l’amministratore deve sempre saper conciliare le esigenze di trasparenza nella gestione condominiale con la riservatezza dei singoli. Le informazioni relative ai proprietari possono essere trattate soltanto le informazioni personali pertinenti e non eccedenti le finalità di gestione e amministrazione delle parti comuni (e quelle richieste espressamente dalla legge es. registro anagrafe condominiale). Il numero di telefono fisso o di cellulare e indirizzo di posta elettronica possono essere utilizzati se sono già indicati in elenchi pubblici (come le pagine bianche o le pagine gialle) interessato abbia fornito il proprio consenso. Questo significa che tutti gli amministratori non devono richiedere tali dati  al fine di redigere il registro dell'anagrafe condominiale.

La Legge di bilancio 2017 modifica la scadenza dell’ecobonus del 65%, che sarà a disposizione dei contribuenti ancora per un anno. Nelle singole unità immobiliari si potrà sfruttare l’incentivo fino al 31 dicembre 2017. Ma ancora più diluito è il termine per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali: 31 dicembre 2021.

 

Per stabilire se il diritto al godimento del bene comune, nel caso di specie l'uso di un cortile, appaia significativamente compromesso, occorre tener conto delle dimensioni dell'area sottratta a tale scopo e adibita ad altre finalità.

Tanto sostiene la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 24960, pubblicata in data 6 dicembre 2016.

L'asilo nido è una «attività rumorosa». E poco conta a che a dichiararsi disturbati siano pochissimi condòmini e (ovviamente) solo di giorno: la Corte di cassazione (sentenza 24958, depositata ieri) ha bocciato inesorabilmente l’attività di una cooperativa, condannandola anche al pagamento delle spese di giudizio.

Sull’amministratore di condominio grava il dovere di vigilanza e di controllo sui beni comuni e, conseguentemente, la responsabilità personale in merito agli eventuali danni a terzi derivanti dai beni condominiali comuni, come ad esempio le scale del fabbricato in condominio.

Proprio in tema di danni a terzi derivanti dalle scale dell’edificio condominiale, si è occupata di recente la Corte di cassazione, nella sentenza n. 23727, pubblicata il 22 novembre 2016.

equitalia

Il D.L. 193/2016 prevede la possibilità di risparmiare sanzioni ed interessi sulle somme iscritte a ruolo e notificate tramite cartella esattoriale dal 2000 al 2015. Quanto segue vale anche per le cartelle notificate a far data dal 01.01.2016 purché le iscrizioni a ruolo collegate siano state recapitate ad Equitalia prima del 31.12.2015.

Il disegno di legge di stabilità per il 2017, licenziato dal Consiglio dei Ministri ed ora all'inizio dell'iter parlamentare, contiene importanti novità relative alle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio e per interventi finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica nei condominii.

Da tempo si è posto il problema del modo in cui l’istanza di mediazione produce effetto rispetto al termine di impugnazione delle delibere condominiali, per le quali la mediazione è obbligatoria. E il Tribunale di Palermo, con la sentenza 4951 del 18 settembre 2015, aveva offerto una prima risposta alla questione con un’applicazione letterale delle disposizioni, affermando che il termine di trenta giorni per impugnare le delibere si sospende nel momento in cui viene comunicata alle altre parti la domanda di mediazione (come dispone l’articolo 5, comma 6 del Dlgs 28/2010).