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Niente panico. In questi giorni (la disponibilità online sul sito delle Entrate è dal 18 aprile) i contribuenti stano verificando il loro modello 730 o Redditi (ex Unico): le differenze tra quanto indicato nella dichiarazione «precompilata» e quanto realmente risulta dai documenti in possesso del contribuente non deve spaventare, perché la dichiarazione può essere tranquillamente modificata. A essere preoccupati sono soprattutto i condòmini: quest’anno, infatti, debuttano nella precompilata i dati inviati dagli amministratori condominiali entro il 7 marzo scorso sulle spese detraibili per lavori di recupero edilizio e risparmio energetico. Data la difficoltà di reperire i dati dei singoli condòmini, in molti casi le comunicazioni si sono rivelate inesatte e /o incomplete (ma non ci saranno sanzioni per gli amministratori se non hanno indicato importi errati per eccesso).

Ora, però, nei 730 e Redditi che milioni di contribuenti stanno scaricando gli importi indicati mancano o sono parziali. Non bisogna preoccuparsi: l’unico svantaggio è che, accettando la precompilata così come viene proposta dalle Entrate, non si subiranno accertamenti. In caso contrario (anche quando si tratta di correggere errori) si potrà essere sottoposti a controlli. Le correzioni potranno essere fatte direttamente online dai contribuenti abilitati a Entratel o Fisconline, oppure dagli intermediari abilitati (Caf o professonisti) cui verrà consegnata la documentazione con gli importi giusti. L’Agenzia ha comunque predisposto una serie di faq proprio per questa evenienze: se, infatti, risulta «non utilizzata» la spesa (nella parte, visibile solo online, dei « Dati considerati per preparare la tua dichiarazione precompilatari»), le motivazioni possono essere varie ma basterà inserire il dato giusto nel quadro E del 730 o RP di Redditi. Il discorso riguarda esplicitamente anche gli inquilini che hanno sostenuto le spese. Lo stesso può accadere se il condominio non ha l’amministratore (perché conta meno di 9 condòmini). Infine, precisano le Entrate, gli importi dei bonifici comunicati dagli amministratori sono stati verificati con le risultanze di banche e Poste.

 Fonte: Il Sole 24 Ore